Messaggio di benvenuto

A te che hai avuto la sventura di capitare sul mio blog ti sono vicino con tutto il cuore.
Non ti annoierò dicendoti faccio questo, quello, oppure raccontandoti le mie passioni tipo stare ritto sull' alluce sinistro fino all' alba in silenzio ascetico o guardarmi allo specchio fisso cercando di vedere chi ride prima, io o la mia immagine riflessa.
Sono semplicemente contento che tu viandante del web ti sia fermato presso questa osteria anche se per poco tempo.
Fatti un bicchiere di vino, mangia una zuppa calda e quando e se ne avrai voglia riprendi il tuo viaggio.
Chi parte sa da che cosa scappa ma non sa che cosa cerca
( Massimo Troisi e Lello Arena in Ricomincio da Tre ).
Grazie.

venerdì 17 agosto 2012

Esploratori senza età.

Mi dispiace riprendere il mio blog dopo mesi di forzata assenza per dare un affettuosissimo saluto ad un caro amico, classe 1931, che mi ha regalato 2 ore del suo preziosissimo tempo prima di andare a esplorare dove il non è, è.

Sono sicuro che lì continuerà a dipingere con la vivacità dei colori e il tratto  ombreggiante caratteristico della sua tecnica, evoluzione della formazione di tipo geometrico che aveva caratterizzato gli inizi della sua carriera artistica.

Mi auguro, che rinascendo, non cominci a fumare di nuovo, a meno che non incontri il soldato tedesco prima e l' inglese poi che gli offrano la prima di una interminabile serie di sigarette.

Sono certo invece che andrà a scovare qualche partigiano per bere un bicchiere con lui e ricordare i vecchi tempi, quando a caccia di qualche frutto da portare a casa per poco, al Ponte della Vittoria, non si beccava una raffica di mitra dal militare germanico di turno.

Sono sicuro invece  che tutti saranno travolti dalla sua ironia e sarcasmo, dalla continua voglia di tirare scherzi e ridere e sorridere della vita.

Grazie per quei pochi momenti trascorsi  dove tu raccontavi e io ascoltavo, interrotto solo dai tuoi gentilissimi " ti sto annoiando ?"

Un Fiorentino Dop. Come non ce ne sono più.


Ciao Vasco.




venerdì 3 febbraio 2012

Breve Storia di Gianni detto Il Battista

Quando si dice che la vita comincia a 40 anni è vero.
So di essere banale, scontato , forse pure tedioso e ripetitivo.
Devo però confermare questo assunto generale con dati di fatto documentabili  e circostanziali.
Tali accadimenti vedono la notifica di chi mi è molto vicino, gli amici del cuore.
Gli amici del cuore sanno tutto di te.Questo è il motivo per cui quando a tradirti è una donna puoi ripiegare sull' amico del cuore.
Quando invece a tradirti è l' amico del cuore su chi puoi ripiegare ? Sulla tua donna ?
Una potenziale traditrice ? Non ci voglio nenache pensare.
Da queste poche iniziali e confusionarie considerazioni prende spunto una personalissima visione dell' episodio di Erode e Salomè raccontato nel nuovo testamento.
E vengo a spiegarmi.
Erode è da tutti conosciuto per essere quel  Re che si macchiò della terribile strage degli Innocenti, alla ricerca del Gesù Bambino di cui aveva intuito la pericolosità tanto da sacrificare una intera generazione di infanti , per accertarsi della morte certa del Nennillo Benedetto.
Ora però bisogna dire che Erode, 'o povero ommo, tanto stupido non doveva essere.
Abituato alla agiatezza, arrogante, bastantemente rattuso, dal profondo della sua anima nera qualche spiraglio di luce ogni tanto faceva capolino.
Il Bambino Gesù come tutti sappiamo sfugge alla morte, cresce e pasce. Tutti lo stanno a sentire fin dalla tenera età . I Rabbi più anziani sono affascinati dalle parole ispirate di questo dodicenne che è capace di parlare di Dio e dell' uomo come se egli stesso incarnasse sia l' Uno che l' altro, prima che fosse definito il Trino.
 Ad ogni modo, per tornare a noi, Erode che come accennavo oltre ad essere astuto e cattivo era pure abbastanza rattuso che fa ?
Con tutte le donne che può avere data la sua condizione di chi si incaponisce ? Della moglie di suo fratello Filippo , sua cognata Erodiade.
Questa Erodiade da canto suo doveva avere una parentela strettissima con la femmina del ratto per accettare la corte del fratello di suo marito. Il quale marito nella fattispecie invece vede una parentela strettissima con le escrescenze cornee della vacca maremmana. Lunghe e Ritorte.
Nel frattempo Gesù che aveva raccolto intorno a sè un gruppetto di supporters molto affiatati andava in giro raccontando delle cose mai sentite prima. Parlava di pace, amore , fratellanza , povertà e di guance da porgere a tutti indistintamente. Quest' ultima cosa faceva incazzare a non poca gente.
Ad ogni modo Gesù, oltre che con i suoi cumpagnielli affeziunati ,se la faceva pure con suo cugino Giovanni, da un certo momento in poi chiamato Battista perchè aveva preso il posto all' acquedotto comunale di Betlemme.
Giovanni Battista, che era un sant' uomo, il primo fan di Gesù era per la precisione il figlio di Elisabetta, cugina di Maria, moglie di Giuseppe. Cioè non i primi arrivati, anche se gli ultimi saranno i primi. E qui mi confondo un pò.
Comunque, Giovanni che per sport teneva quello di non farsi i fatti suoi, non gli piaceva questo fatto che Erode se la faceva con la moglie di Filippo.
Tutti i torti Giovanni non li aveva ( i Giovanni hanno generalmente ragione ), e nel quartiere questa cosa stava portando scandalo e disgusto.
Erode ,nonostante la denuncia di Giovanni ,il quale andava sotto al suo palazzo  urlando :
"Erode miettete scuorno ! Te tiene ' a mugliera 'e frateto ! Tutte quante ' o sanne e sta cosa ha da fernì !"
aveva più volte consigliato a Giovanni di smetterla di fare questo casino che quella  , Erodiade, era una donna difficile, che già si stava incazzando pesantemente.
Giovanni Battista però, grande capera, si era preso una aspettativa all' acquedotto e come missione oltre a battezzare tutti quelli che gli capitavano a tiro andava casa casa a prendersi ora un caffè qua ora un caffè là e continuava a inciuciare peggio di una vecchia zitella.
A questo punto Erode che pur stimava Giovanni, torturato costantemente da quella grande buona signora di Erodiade non potè fare a meno di arrestare il Battista e incatenarlo nei sotterranei del suo palazzo.
E vi credete che Giovanni si sia calmato ? Macchè, faceva peggio, alluccava giorno e notte dicendo : Erodiade sì 'na granda chesto e 'na granda chello...
Ora bisogna segnalare che Erodiade teneva una bella figlia, ma bella assai. Esperta nella danza dei sette veli faceva uscire pazzi a tutti i ragazzi della zona e da brava allieva di sua madre quando stavi là là per concludere se ne usciva diecendo : no, stasera non mi va. Da questi pochi cenni storici si capisce che tipo di femmina doveva essere Salomè, appunto la figlia di Erodiade. Nipote di Erode.
Una bella sera, mentre Giovanni il Battista è sempre incatenato nel sottoscala del palazzo reale, Erode organizza un bel festino a casa. Invita un pò di amici, quelli di sempre. Giosuè lo strozzino, un tale Barabba, Yoshua 'o mariuolo e altri notabili della zona. La creme della società locale.
A metà festino ,quando si erano già scolati 30 casse di Brunello e 15 di Dolcetto d' Alba  Erodiade, femmina di ratto, dice alla bellissima figlia Salomè di ballare per Erode, cioè 'o zio !
Salomè che ha preso dalla madre e anche più non se lo fa ripetere mezza volta e balla.  Erode schiatta a vedere questa pezzo di figliola con la pelle ambrata, gli ogghi a mandorla,il ventre tondo e morbido che a mani giunte in alto si muove come un capitone nell' olio bollente.
Erode non capisce niente più, si scorda ( se mai se lo fosse ricordato ) che quella è la nipote e le dice :
Salomè balla, balla ancora , ti do tutto quello che vuoi.
Ecco, questo è un punto fondamentale nella eterna lotta che esiste fra uomo e donna.
Gli uomini generalemente quando si tratta di donne non capiscono niente più, si rimbecilliscono e farebbero qualsiasi cosa per un sorriso, una carezza o un ballo di Salomè.
Erodiade come sente queste parole si chiama a Salomè e le fa in aramaico antico :
Salomè ' a mammà, chisto è 'o mumento nuosto ! 'o Zio cercalo 'a capa 'e Giuvanne Battista.
E Salomè : mammà ma si' sicura ?
E Erodiade : si si a mammà, ca c' ho levamme ' a 'nanze 'e piere a chillu cacazz.
Salomè torna dallo zio Erode che stava con gli occhi che gli uscicvano dalle orbite e gli dice :
Zio Erode, io voglio la testa di Giovanni Battista su di un piatto d' argento.
Erode che era uomo che maneggiava la lira, a tutto aveva pensato tranne che a questo tipo di ricompensa.
Si  Giovanni era una capera, faceva casino ma in definitiva era un buon' uomo e Erode non lo teneva il cuore di fargli un fetenzia così.
Diciamo anche un' altra cosa, qui stiamo parlando di Giovanni il Battista, il cugino dei Gesù, 'o nepote d''a Maronna, nepote pur''o Pataterno e Erode tutte queste cose in fondo al suo cuore le considerava applicando il semplice concetto " non è vero ma ci credo ".
Fatte queste veloci e rapide considerazioni Erode rivolgendosi a Salomè ribatte :
Salomè bella dello zio, ma questa richiesta mi pare un poco esagerata.
Puoi avere quello che vuoi, ' nu iott''a mare, 'na villa 'a Montecarlo, un conto alla Cayman, un appartamento di fronte al Colosseo che di questi tempi costano pure poco. Ma la capa di Gianni il Battista mi sembra troppo !
Ma non ci fu niente da fare. Quella voleva la capa del Battista a tutti i costi.
Erode, pure per non fare una figura di niente di fronte ai suoi ospiti illustri a cui si era aggiunto nel frattempo pure Doron  ' o ricuttaro, dovette acconsentire a malincuore.
Non vi dico quando Gianni il Battista seppe della cosa.
Incominciò a inveire come non mai contro Erode in primis e poi contro tutta quella razza di monnezza.
Ma non ci fu niente da fare. A Gianni il Battista fu mozzata la testa e la storia tristemente finisce qui.
Hai capito ?
Ecco perchè bisogna diffidare della  Salomè che si può nascondere dietro ogni donna e girare alla larga dagli uomini-Erode rattusi e schiavi della ghiandola mammaria ( tratto liberamente da " Servi della Gleba " di Elio e le storie Tese) . Tutte queste cose lo ho imparate a 40 anni e forse anche 3.

giovedì 2 febbraio 2012

Fluoxetina Time

Quello che segue è un elenco sommario stilato di getto di alcune delle cose che mi fanno incazzare.

Le cose da cui traggo piacere verranno poi. ( Poi è per l' inciso una delle parole che mi fa incazzare. Molto )

Chi ti dice : vivi la vita, la vita è una sola, cogli l’ attimo, buttati.
I blogger che scrivono di cucina, generalmente tutti. A  parte me ovviamente.
Gli uomini belli. Le donne belle. Le donne belle e stronze. Gli uomini belli e vincenti.
I bambini stronzi.
La parola “ sughetto”.
L’ ignoranza
La cattiveria
L’ ottusità
L ‘ indifferenza
La miseria
La mia caldaia rumorosa
Un piatto riuscito male
Lo stesso piatto ripetuto e riuscito ancora male
La telefonata  all’ ora di cena
Un preventivo fatto da me sbagliato
Il disordine della mia scrivania
L’ idea del Pianeta Terra come di una palla sospesa nel nulla
L’ infinità del’ infinito
I pantaloni con la doppia riga
2 Kili in più rispetto al mio peso forma
Il  mal di schiena
La parola “forse”.Gli sputasentenze
I tipi che sanno fare tutto
E ancora....
Quelli che se non sciano muoiono e che poi ti chiedono sorpresi : ma perchè tu non scii ?
Gli sportivi
Il tempo che passa
Quelli che ti dicono : io te l’ avevo detto
Quelli che : come cucina mia moglie non cucina nessuno
Quelli  con il modello HiPhone Nasa prototipo che uscirà nel 2056 che un amico ben introdotto gli ha portato dall’ America
La stronza che sa di averti in pugno e non esita un istante a schiacciarti
La stessa cosa fatta da me
Le spiagge dove cammini per chilometri con l’ acqua alle caviglie prima di immergerti
I fumatori
Il forno a microonde
La camicia a righe sotto una giacca a righe.
La cravatta a righe sopra una camicia a righe
Bip Bip di Willie il Coyote
L’ ufficiale dell’ Immigration negli aeroporti  americani
I borseggiatori
I fascisti
L’ alta cucina che in pochi possono capire
La pizza croccante
Il risveglio 15 minuti prima rispetto all’ ora programmata sulla sveglia analogica.
Questo solo per cominciare….


domenica 18 dicembre 2011

I fantasmi dell' amore

Uno dei miei più cari amici e confidenti, senese autentico , cresciuto in contrada ma non prigioniero di essa, di ritorno da una delle nostre drammatiche serate in piscina che somigliano più a dei bagni di terapia fisica che a momenti di palestra per il corpo, ha commentato un mio pensiero sottolineandolo così : questi si chiamano
" Fantasmi dell' Amore ".

I Fantasmi dell' Amore sono una , mille e nessuna possibilità che scorgi negli occhi di una donna che magari incrocia il tuo sguardo per caso o per curiosità in maniera inaspettata.
Un istante interminabile, intenso , rivelatore , infinito, ultimo.
Il cuore ti sale in gola, l' emozione è fortissima, le endorfine si liberano e per un nanosecondo o meno quel sottile dolore profondo , cronico e antico sparisce liberando la  gioia e il  sollievo.
In quel lasso di tempo non quantificabile credi che forse quel vuoto sconcertante stia per concedere spazio.
Quel pensiero falsato dall' irrealità della situazione diventa il tuo fantasma dell' amore a cui ti attacchi tenacemente, con caparbietà e ottusità.
Ricordo ancora quando uno di noi bambini svelò a tutti gli altri che in realtà Babbo Natale non esisteva e che a portare i doni sotto l' albero erano i tuoi genitori. E non il mitico vecchio Santa.
Ecco, non perdonerò mai quel bambino ,di cui ricordo perfettamente nome cognome e fisionomia, che  ha fatto sparire quel fantasma dell' amore.
Il fantasmi dell' amore di quel mondo non tangibile che è l' amore come tali appaiono e spariscono così come sono arrivati.
Giungono dal nulla e ritornano nel nulla per poi ritornare negli occhi di un' altra donna.
Il destino si occuperà di far incrociare i tuoi  con quelli rinnovando il processo di eterea rincarnazione.
I fantasmi dell' amore sono subdoli, come tali possono assumere varie forme, come quelle di un sms inatteso che ha il potere di far viaggiare la tua fantasia oltre ogni immagianazione.
Possono assumere la forma delle parole.
Un semplice "ciao" o un complimento non contemplato proveniente da quella persona e non da altre ti procura il processo della levitazione alla stregua di uno yogi di scuola vedanta del 3000 a.c reincarnatosi nel corpo del Dalai Lama.
I fantasmi dell' amore si possono mascherare da Fame d' Amore.
Questo è probabilmente il più insidioso dei Fantasmi dell' Amore.
Sei talmente affamato che fai fatica a tenere i tuoi pensieri orientati correttamente, a far in modo di rimanere allineato alla ragione e a non perderti per lidi lontani e inesplorati.
Molto spesso se non quasi sempre questa tremenda fame che ti attanaglia lo spirito e la mente ti fa vedere il tutto dove non c'è niente. L' opera di autoconvincimento che il cervello mette in atto in questi casi è tremenda.
La CIA utilizza delle tecniche di smontaggio del cervello e rimontaggio per poter manipolare pienamente l' individuo.
Tali tecniche vanno sotto il nome di Mind Fucking.
I Fantasmi dell' Amore sotto le mentite spoglie della fame d' amore a mio giudizio sono persino peggio.
La fame si sa è una brutta bestia.
Ci sono casi in cui ti abitui pure alla fame, grazie a Dio la vera fame da mancanza di cibo non l' ho mai provata, immagino che sia qualcosa che ti toglie le forze , ti spossa e ti porta via la speranza.
Per questo e per mille altre ragioni i fantasmi dell' amore andrebbero combattuti strenuamente con tutti i mezzi possibili, convocando un esorcista se necessario.
  Tuttavia  devo dire , se mi avessero lasciato credere che Babbo Natale esisteva per davvero ne sarei stato felice e quel fantasma lo avrei tenuto con me per sempre.

sabato 17 dicembre 2011

Ci Rifacciamo Atto II

Come preannunciato qualche tempo fa, ieri 16 dicembre ha avuto luogo nella sede dell' associazione Trisomia 21 di Firenze l' evento Vinellando & Birreggiando.
L' evento è stato voluto come sempre dalle mamme di questi fantastici ragazzi che si spendono da anni per cambiare una mentalità , una cultura, puntando sulla normalità.
Può sembrare una cosa facile, a volte le cose più semplici risultano essere le più complesse.
Elisabetta Tappi è stato il perno centrale attorno cui l' evento è ruotato mettendo a disposizione le sue qualità di sommelier raffinatissimo.
La sua competenza nella selezione dei vini e nelle capacità di marketing ci hanno permesso di proporre vini eccellenti a un pubblico curioso , che ha sfidato il diluvio scatenatosi nel pomeriggio di ieri sulla città di Dante.
Fabiana del Nero come sempre ha gestito la cucina magistralmente facendo filare tutto liscio.
Lo spirito che anima le iniziative con Trisomia 21  è quello dello scambio reciproco .
Noi diamo loro tempo, competenza, impegno.
Loro tutti, soprattutto i ragazzi , sorrisi e abbracci.
Bisognerebbe fare una cura mensile di sorrisi e abbracci. Basterebbe due volte al  mese come terapia di mantenimento per avere una vita quotidiana piena, dentro.
Sono convinto che con questa cura costante si camperebbe qualche anno in più e bene.
In cucina hanno affiancato la Fabi , la Elisabetta, un cuore da cuoco sotto una divisa da sommelier, Cristina Giacomelli che si è prestata generosamente a dare una mano, Silvia Conticini della Federazione Nazionale Personal Chef e  bellissimo essere umano, e in ultimo immodestamente il sottoscritto.
Qualcuno non si è  presentato all' appello inaspettatamente. Peccato.
Mi preme far notare, che ero l' unico uomo in mezzo a tante donne.
Non sono stati sempre bei momenti, credetemi. Queste prove tuttavia forgiano il carattere. Spero.
Lavorare con queste ragazze è sempre una esperienza unica.
La Fabi è una continua fonte di ispirazione. La tranquillità che pone nel lavoro e che trasmette non ha prezzo.
Grazie Fabichef !
Alla prossima iniziativa ! Ciao Bimbe !!!





Mitico Andrea

Supertappi

Vin Brulè

Smantecato di Baccalà con Polenta ( per farla semplice ! )

Giovanni, Supertappi , Fabichef e il Mitico Andrea

domenica 27 novembre 2011

Ecco perchè nonostante tutto Napoli rimane l' unica possibilità che il mondo ha di sopravvivere


Le 5 cose da evitare di dire a un Napoletano residente fuori regione.

1) Hanno aperto una pizzeria napoletana, i proprietari sono napoletani veri e fanno la pizza "alta" come la fate voi.
2) Sei di Napoli ? Ma Napoli Napoli ?

3) Sei di Napoli ? Beeeeellaaaa Napoli.

4) Per il fine settimana vai " giu " ?

5) Ma com'è sta cosa della spazzatura ?

mercoledì 23 novembre 2011

Pane Pane

Qualche giorno fà , su indicazioni dell'amico Giovanni Santarpia pizzaiuolo in San Donato in Poggio ( Fi ), ho fatto il pane in casa.
Allora, parliamo di pane, pane come si dice qui per distinguerlo da quello senza, salato.
Cioè il pane pane, non il quasi pane.
La lievitazione è stata rigorosamente di 24 ore con doppia lavorazione. Farina bianca, farina Manitoba, acqua, sale e lievito . Un solo grammo di lievito. Si, avete capito bene, non oro, non eroina, ma lievito .
Un solo grammo di lievito.
Il pane per chi come me o per volontà o per caso è emigrato al nord è l' elemento che ci tiene legati alla terra d' origine.
Ora, se avessi avuto la fortuna non contemplata dalla storia del mondo di emigrare da nord a centro nord poco male, sarei passato da un pane quasi pane per dire emiliano, a un pane quasi pane come in questo caso toscano.
Diverso se fossi nato a Milano o Torino e fossi emigrato al centro nord.
La grossa massa emigratoria dal dopoguerra in poi ,dal Sud al Nord ,ha fatto sì che i figli della questione meridionale portassero con sè tanta fame e le tradizioni delle terre d' origine.
Quindi in quelle città da tanti anni ormai si possono gustare quasi tutte le specialità di casa propria.
Il pane di casa io l' ho ricercato negli anni della mia permanenza negli Stati Uniti.
Lì, lontano, la nostalgia di casa è fortissima.
Io avevo trovato un panificio nella Little Italy di Philadelphia, all' Italian Market.
Il panificio era stato fondato ai primi del novecento.
Campeggiava dietro al bancone, scolorita dal tempo ,la foto del fondatore della premiata ditta e poco più in là quella di colui che ci aveva affamati e che in ogni caso per gli italiani d' America rappresentava l' unico motivo di orgoglio nazionale. La foto del Duce.
Perchè si sappia, tutti gli emigranti di quegli anni erano fasciti convinti. Povera Italia.
Ad ogni modo, mi facevo  13 blocchi a piedi d' inverno  anche a -15° e altrettanti d' estate nella calura afosa di quella terra per adare a comprare 8,9 pezzi di pane che poi avrei congelato per mangiarlo all' occorrenza. E si, perchè o fai così o il pane pane non lo mangi lì.
Ecco , il pane del panificio Sarcone dell' Italian Market di Philadelphia era il mio legame con l' Italia.
Pane salato, con la scorza ben cotta, una bella mollica, sodo, profumato e morbido.
All' Italian Market trovavo poi la mozzarella di bufala casertana, a 6 dollari il pound.
La mozzarella arrivava il martedì a New York e il giovedì a Philadelphia.
La mozzarella portata evidentemente la settimana prima dall' Italia arrivava in America stanca, svogliata e senza forze. E che dovevi fare, ogni tanto la compravi e ti illudevi che fosse eecezionale.
In alternativa c' era dell' ottima Buffalo Mozzarella Cheese che arrivava dall' Ontario.
Che Dio perdoni loro e abbia pietà di me solo per averci pensato.
L' astinenza da mozzarella è brutta, è peggio della droga. Ti fa fare cose tremende.
E poi c'era Talluto's che vendeva ulive in salamoia. Ulive greche, ulive pugliesi e poi ulive di Gaeta.
E illudiamoci pure sulle ulive di Gaeta e che Dio volga il suo sguardo misericordioso su di noi anche stavolta.
E poi, Parmigiano o Parmesan Cheese, Prosciuto di Parma fatto in Canada e poi e poi...
Il fatto che lavorassi al mattino all' università e la sera nei ristoranti "italiani" della città mi dava la facoltà di conoscere i fornitori locali di tutti i prodotti italiani e scegliere il meglio per me.
La mia sofferenza è finita quando ho cominciato a lavorare  nei ristoranti degli hotel, lì si faceva la cosidetta cucina continentale. Un misto di cucina francese, inglese, europea in generale. Cioè niente.
Quanto meno non mi capitava di incontrare sulla mia strada il Posciutto di Parma fatto in Canada.
Dopo tutto, alla fine dei giochi, avevo trovato il pane di Sarcone.Sarcone's Bakery. The best in town.
A volte mi capitava di mangiare solo pane, pane e pane per companatico. Fantasticamente.
Le soddisfazioni però me le sono tolte, come quando invitai tutti gli amici italiani a casa una domenica e cucinai il ragù napoletano . 'O RRau'. A +35 gradi d' agosto con una umidità del 90%.
Sarebbe potuto essere un suicidio di massa, e sarebbe stata comunque una bella morte.Gloriosa.
Il fatto di essere riuscito a fare il pane in casa, il pane pane, mi ha ridonato fiducia e supporto.
Sono troppo contento. D' altra parte mi rendo conto che per la cucina toscana il pane pane non è adattissimo. I salumi in particolare, e la cucina territoriale in generale vogliono un pane poco saporito.
Il nostro pane già abbastanza sapido di suo farebbe a cazzoti per esempio con il prosciutto di cinta o con la finocchiona. E quindi pane quasi pane.
Non me ne vogliano gli amici toscani, ma anche questo, tutto questo ha in verità poco a che vedere con il pane.

Cu 'na bbona salute !



Pane Pane