Mi dispiace riprendere il mio blog dopo mesi di forzata assenza per dare un affettuosissimo saluto ad un caro amico, classe 1931, che mi ha regalato 2 ore del suo preziosissimo tempo prima di andare a esplorare dove il non è, è.
Sono sicuro che lì continuerà a dipingere con la vivacità dei colori e il tratto ombreggiante caratteristico della sua tecnica, evoluzione della formazione di tipo geometrico che aveva caratterizzato gli inizi della sua carriera artistica.
Mi auguro, che rinascendo, non cominci a fumare di nuovo, a meno che non incontri il soldato tedesco prima e l' inglese poi che gli offrano la prima di una interminabile serie di sigarette.
Sono certo invece che andrà a scovare qualche partigiano per bere un bicchiere con lui e ricordare i vecchi tempi, quando a caccia di qualche frutto da portare a casa per poco, al Ponte della Vittoria, non si beccava una raffica di mitra dal militare germanico di turno.
Sono sicuro invece che tutti saranno travolti dalla sua ironia e sarcasmo, dalla continua voglia di tirare scherzi e ridere e sorridere della vita.
Grazie per quei pochi momenti trascorsi dove tu raccontavi e io ascoltavo, interrotto solo dai tuoi gentilissimi " ti sto annoiando ?"
Un Fiorentino Dop. Come non ce ne sono più.
Ciao Vasco.
Visualizzazione post con etichetta Vita. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vita. Mostra tutti i post
venerdì 17 agosto 2012
giovedì 2 febbraio 2012
Fluoxetina Time
Quello che segue è un elenco sommario stilato di getto di alcune delle cose che mi fanno incazzare.
Le cose da cui traggo piacere verranno poi. ( Poi è per l' inciso una delle parole che mi fa incazzare. Molto )
Chi ti dice : vivi la vita, la vita è una sola, cogli l’ attimo, buttati.
I blogger che scrivono di cucina, generalmente tutti. A parte me ovviamente.
Gli uomini belli. Le donne belle. Le donne belle e stronze. Gli uomini belli e vincenti.
I bambini stronzi.
La parola “ sughetto”.
L’ ignoranza
La cattiveria
L’ ottusità
L ‘ indifferenza
La miseria
La mia caldaia rumorosa
Un piatto riuscito male
Lo stesso piatto ripetuto e riuscito ancora male
La telefonata all’ ora di cena
Un preventivo fatto da me sbagliato
Il disordine della mia scrivania
L’ idea del Pianeta Terra come di una palla sospesa nel nulla
L’ infinità del’ infinito
I pantaloni con la doppia riga
2 Kili in più rispetto al mio peso forma
Il mal di schiena
La parola “forse”.Gli sputasentenze
Le cose da cui traggo piacere verranno poi. ( Poi è per l' inciso una delle parole che mi fa incazzare. Molto )
I blogger che scrivono di cucina, generalmente tutti. A parte me ovviamente.
Gli uomini belli. Le donne belle. Le donne belle e stronze. Gli uomini belli e vincenti.
I bambini stronzi.
La parola “ sughetto”.
L’ ignoranza
La cattiveria
L’ ottusità
L ‘ indifferenza
La miseria
La mia caldaia rumorosa
Un piatto riuscito male
Lo stesso piatto ripetuto e riuscito ancora male
La telefonata all’ ora di cena
Un preventivo fatto da me sbagliato
Il disordine della mia scrivania
L’ idea del Pianeta Terra come di una palla sospesa nel nulla
L’ infinità del’ infinito
I pantaloni con la doppia riga
2 Kili in più rispetto al mio peso forma
Il mal di schiena
La parola “forse”.Gli sputasentenze
I tipi che sanno fare tutto
E ancora....
Quelli che se non sciano muoiono e che poi ti chiedono sorpresi : ma perchè tu non scii ?
Gli sportivi
Il tempo che passa
Quelli che ti dicono : io te l’ avevo detto
Quelli che : come cucina mia moglie non cucina nessuno
Quelli con il modello HiPhone Nasa prototipo che uscirà nel 2056 che un amico ben introdotto gli ha portato dall’ America
La stronza che sa di averti in pugno e non esita un istante a schiacciarti
La stessa cosa fatta da me
Le spiagge dove cammini per chilometri con l’ acqua alle caviglie prima di immergerti
I fumatori
Il forno a microonde
La camicia a righe sotto una giacca a righe.
La cravatta a righe sopra una camicia a righe
Bip Bip di Willie il Coyote
L’ ufficiale dell’ Immigration negli aeroporti americani
I borseggiatori
I fascisti
L’ alta cucina che in pochi possono capire
La pizza croccante
Il risveglio 15 minuti prima rispetto all’ ora programmata sulla sveglia analogica.
Questo solo per cominciare….
domenica 18 dicembre 2011
I fantasmi dell' amore
Uno dei miei più cari amici e confidenti, senese autentico , cresciuto in contrada ma non prigioniero di essa, di ritorno da una delle nostre drammatiche serate in piscina che somigliano più a dei bagni di terapia fisica che a momenti di palestra per il corpo, ha commentato un mio pensiero sottolineandolo così : questi si chiamano
" Fantasmi dell' Amore ".
I Fantasmi dell' Amore sono una , mille e nessuna possibilità che scorgi negli occhi di una donna che magari incrocia il tuo sguardo per caso o per curiosità in maniera inaspettata.
Un istante interminabile, intenso , rivelatore , infinito, ultimo.
Il cuore ti sale in gola, l' emozione è fortissima, le endorfine si liberano e per un nanosecondo o meno quel sottile dolore profondo , cronico e antico sparisce liberando la gioia e il sollievo.
In quel lasso di tempo non quantificabile credi che forse quel vuoto sconcertante stia per concedere spazio.
Quel pensiero falsato dall' irrealità della situazione diventa il tuo fantasma dell' amore a cui ti attacchi tenacemente, con caparbietà e ottusità.
Ricordo ancora quando uno di noi bambini svelò a tutti gli altri che in realtà Babbo Natale non esisteva e che a portare i doni sotto l' albero erano i tuoi genitori. E non il mitico vecchio Santa.
Ecco, non perdonerò mai quel bambino ,di cui ricordo perfettamente nome cognome e fisionomia, che ha fatto sparire quel fantasma dell' amore.
Il fantasmi dell' amore di quel mondo non tangibile che è l' amore come tali appaiono e spariscono così come sono arrivati.
Giungono dal nulla e ritornano nel nulla per poi ritornare negli occhi di un' altra donna.
Il destino si occuperà di far incrociare i tuoi con quelli rinnovando il processo di eterea rincarnazione.
I fantasmi dell' amore sono subdoli, come tali possono assumere varie forme, come quelle di un sms inatteso che ha il potere di far viaggiare la tua fantasia oltre ogni immagianazione.
Possono assumere la forma delle parole.
Un semplice "ciao" o un complimento non contemplato proveniente da quella persona e non da altre ti procura il processo della levitazione alla stregua di uno yogi di scuola vedanta del 3000 a.c reincarnatosi nel corpo del Dalai Lama.
I fantasmi dell' amore si possono mascherare da Fame d' Amore.
Questo è probabilmente il più insidioso dei Fantasmi dell' Amore.
Sei talmente affamato che fai fatica a tenere i tuoi pensieri orientati correttamente, a far in modo di rimanere allineato alla ragione e a non perderti per lidi lontani e inesplorati.
Molto spesso se non quasi sempre questa tremenda fame che ti attanaglia lo spirito e la mente ti fa vedere il tutto dove non c'è niente. L' opera di autoconvincimento che il cervello mette in atto in questi casi è tremenda.
La CIA utilizza delle tecniche di smontaggio del cervello e rimontaggio per poter manipolare pienamente l' individuo.
Tali tecniche vanno sotto il nome di Mind Fucking.
I Fantasmi dell' Amore sotto le mentite spoglie della fame d' amore a mio giudizio sono persino peggio.
La fame si sa è una brutta bestia.
Ci sono casi in cui ti abitui pure alla fame, grazie a Dio la vera fame da mancanza di cibo non l' ho mai provata, immagino che sia qualcosa che ti toglie le forze , ti spossa e ti porta via la speranza.
Per questo e per mille altre ragioni i fantasmi dell' amore andrebbero combattuti strenuamente con tutti i mezzi possibili, convocando un esorcista se necessario.
Tuttavia devo dire , se mi avessero lasciato credere che Babbo Natale esisteva per davvero ne sarei stato felice e quel fantasma lo avrei tenuto con me per sempre.
" Fantasmi dell' Amore ".
I Fantasmi dell' Amore sono una , mille e nessuna possibilità che scorgi negli occhi di una donna che magari incrocia il tuo sguardo per caso o per curiosità in maniera inaspettata.
Un istante interminabile, intenso , rivelatore , infinito, ultimo.
Il cuore ti sale in gola, l' emozione è fortissima, le endorfine si liberano e per un nanosecondo o meno quel sottile dolore profondo , cronico e antico sparisce liberando la gioia e il sollievo.
In quel lasso di tempo non quantificabile credi che forse quel vuoto sconcertante stia per concedere spazio.
Quel pensiero falsato dall' irrealità della situazione diventa il tuo fantasma dell' amore a cui ti attacchi tenacemente, con caparbietà e ottusità.
Ricordo ancora quando uno di noi bambini svelò a tutti gli altri che in realtà Babbo Natale non esisteva e che a portare i doni sotto l' albero erano i tuoi genitori. E non il mitico vecchio Santa.
Ecco, non perdonerò mai quel bambino ,di cui ricordo perfettamente nome cognome e fisionomia, che ha fatto sparire quel fantasma dell' amore.
Il fantasmi dell' amore di quel mondo non tangibile che è l' amore come tali appaiono e spariscono così come sono arrivati.
Giungono dal nulla e ritornano nel nulla per poi ritornare negli occhi di un' altra donna.
Il destino si occuperà di far incrociare i tuoi con quelli rinnovando il processo di eterea rincarnazione.
I fantasmi dell' amore sono subdoli, come tali possono assumere varie forme, come quelle di un sms inatteso che ha il potere di far viaggiare la tua fantasia oltre ogni immagianazione.
Possono assumere la forma delle parole.
Un semplice "ciao" o un complimento non contemplato proveniente da quella persona e non da altre ti procura il processo della levitazione alla stregua di uno yogi di scuola vedanta del 3000 a.c reincarnatosi nel corpo del Dalai Lama.
I fantasmi dell' amore si possono mascherare da Fame d' Amore.
Questo è probabilmente il più insidioso dei Fantasmi dell' Amore.
Sei talmente affamato che fai fatica a tenere i tuoi pensieri orientati correttamente, a far in modo di rimanere allineato alla ragione e a non perderti per lidi lontani e inesplorati.
Molto spesso se non quasi sempre questa tremenda fame che ti attanaglia lo spirito e la mente ti fa vedere il tutto dove non c'è niente. L' opera di autoconvincimento che il cervello mette in atto in questi casi è tremenda.
La CIA utilizza delle tecniche di smontaggio del cervello e rimontaggio per poter manipolare pienamente l' individuo.
Tali tecniche vanno sotto il nome di Mind Fucking.
I Fantasmi dell' Amore sotto le mentite spoglie della fame d' amore a mio giudizio sono persino peggio.
La fame si sa è una brutta bestia.
Ci sono casi in cui ti abitui pure alla fame, grazie a Dio la vera fame da mancanza di cibo non l' ho mai provata, immagino che sia qualcosa che ti toglie le forze , ti spossa e ti porta via la speranza.
Per questo e per mille altre ragioni i fantasmi dell' amore andrebbero combattuti strenuamente con tutti i mezzi possibili, convocando un esorcista se necessario.
Tuttavia devo dire , se mi avessero lasciato credere che Babbo Natale esisteva per davvero ne sarei stato felice e quel fantasma lo avrei tenuto con me per sempre.
sabato 17 dicembre 2011
Ci Rifacciamo Atto II
Come preannunciato qualche tempo fa, ieri 16 dicembre ha avuto luogo nella sede dell' associazione Trisomia 21 di Firenze l' evento Vinellando & Birreggiando.
L' evento è stato voluto come sempre dalle mamme di questi fantastici ragazzi che si spendono da anni per cambiare una mentalità , una cultura, puntando sulla normalità.
Può sembrare una cosa facile, a volte le cose più semplici risultano essere le più complesse.
Elisabetta Tappi è stato il perno centrale attorno cui l' evento è ruotato mettendo a disposizione le sue qualità di sommelier raffinatissimo.
La sua competenza nella selezione dei vini e nelle capacità di marketing ci hanno permesso di proporre vini eccellenti a un pubblico curioso , che ha sfidato il diluvio scatenatosi nel pomeriggio di ieri sulla città di Dante.
Fabiana del Nero come sempre ha gestito la cucina magistralmente facendo filare tutto liscio.
Lo spirito che anima le iniziative con Trisomia 21 è quello dello scambio reciproco .
Noi diamo loro tempo, competenza, impegno.
Loro tutti, soprattutto i ragazzi , sorrisi e abbracci.
Bisognerebbe fare una cura mensile di sorrisi e abbracci. Basterebbe due volte al mese come terapia di mantenimento per avere una vita quotidiana piena, dentro.
Sono convinto che con questa cura costante si camperebbe qualche anno in più e bene.
In cucina hanno affiancato la Fabi , la Elisabetta, un cuore da cuoco sotto una divisa da sommelier, Cristina Giacomelli che si è prestata generosamente a dare una mano, Silvia Conticini della Federazione Nazionale Personal Chef e bellissimo essere umano, e in ultimo immodestamente il sottoscritto.
Qualcuno non si è presentato all' appello inaspettatamente. Peccato.
Mi preme far notare, che ero l' unico uomo in mezzo a tante donne.
Non sono stati sempre bei momenti, credetemi. Queste prove tuttavia forgiano il carattere. Spero.
Lavorare con queste ragazze è sempre una esperienza unica.
La Fabi è una continua fonte di ispirazione. La tranquillità che pone nel lavoro e che trasmette non ha prezzo.
Grazie Fabichef !
Alla prossima iniziativa ! Ciao Bimbe !!!
L' evento è stato voluto come sempre dalle mamme di questi fantastici ragazzi che si spendono da anni per cambiare una mentalità , una cultura, puntando sulla normalità.
Può sembrare una cosa facile, a volte le cose più semplici risultano essere le più complesse.
Elisabetta Tappi è stato il perno centrale attorno cui l' evento è ruotato mettendo a disposizione le sue qualità di sommelier raffinatissimo.
La sua competenza nella selezione dei vini e nelle capacità di marketing ci hanno permesso di proporre vini eccellenti a un pubblico curioso , che ha sfidato il diluvio scatenatosi nel pomeriggio di ieri sulla città di Dante.
Fabiana del Nero come sempre ha gestito la cucina magistralmente facendo filare tutto liscio.
Lo spirito che anima le iniziative con Trisomia 21 è quello dello scambio reciproco .
Noi diamo loro tempo, competenza, impegno.
Loro tutti, soprattutto i ragazzi , sorrisi e abbracci.
Bisognerebbe fare una cura mensile di sorrisi e abbracci. Basterebbe due volte al mese come terapia di mantenimento per avere una vita quotidiana piena, dentro.
Sono convinto che con questa cura costante si camperebbe qualche anno in più e bene.
In cucina hanno affiancato la Fabi , la Elisabetta, un cuore da cuoco sotto una divisa da sommelier, Cristina Giacomelli che si è prestata generosamente a dare una mano, Silvia Conticini della Federazione Nazionale Personal Chef e bellissimo essere umano, e in ultimo immodestamente il sottoscritto.
Qualcuno non si è presentato all' appello inaspettatamente. Peccato.
Mi preme far notare, che ero l' unico uomo in mezzo a tante donne.
Non sono stati sempre bei momenti, credetemi. Queste prove tuttavia forgiano il carattere. Spero.
Lavorare con queste ragazze è sempre una esperienza unica.
La Fabi è una continua fonte di ispirazione. La tranquillità che pone nel lavoro e che trasmette non ha prezzo.
Grazie Fabichef !
Alla prossima iniziativa ! Ciao Bimbe !!!
| Mitico Andrea |
| Supertappi |
| Vin Brulè |
| Smantecato di Baccalà con Polenta ( per farla semplice ! ) |
| Giovanni, Supertappi , Fabichef e il Mitico Andrea |
domenica 27 novembre 2011
Le 5 cose da evitare di dire a un Napoletano residente fuori regione.
1) Hanno aperto una pizzeria napoletana, i proprietari sono napoletani veri e fanno la pizza "alta" come la fate voi.
2) Sei di Napoli ? Ma Napoli Napoli ?
3) Sei di Napoli ? Beeeeellaaaa Napoli.
4) Per il fine settimana vai " giu " ?
5) Ma com'è sta cosa della spazzatura ?
2) Sei di Napoli ? Ma Napoli Napoli ?
3) Sei di Napoli ? Beeeeellaaaa Napoli.
4) Per il fine settimana vai " giu " ?
5) Ma com'è sta cosa della spazzatura ?
martedì 8 novembre 2011
'A casa è sempe 'a casa.
Nuovo Post.
La frequenza con cui pubblico i miei post sono l' espressione più viva di come io sono. Incostante.
Ho provato nel tempo a correggere questo lato del mio modo di essere. Non ci sono riuscito.
Evidentemente così deve andare. Allora smetto di provare, confermando implicitamente ciò che ho appena affermato.
Solo una cosa è stata una costante nella mia vita, la passione per la cucina.
Credo che da sempre,24 ore al giorno, il mio cervello pensi esclusivamente alla cucina.
I miei discorsi vertono immancabilmente su quello.
Sono convinto che quando un giorno lascerò questo mondo e arriverò nell' altro continuerò a parlare di cucina, sia che mi trovi su una bella nuvola soffice beato come un Papa, sia che mi trovi circondato dalle fiamme dell' inferno.
In quel caso sterminati barbecue e birra a gogo.
Ma la birra ci sarà all' inferno ? Boh !
Fatto sta che è dall' età di 8 anni che il mio chiodo fisso è la cucina.
La prima cosa che provai a cucinare fu un uovo fritto. Ricordo che versai un goccio d' olio in una padellina, lasciai cadere dentro un uovo facendo attenzione a che non si rompesse e aspettai.
Il problema era che non sapevo quanto avrei dovuto aspettare, e l' uovo si bruciò. La cosa mi lasciò stupito e mi chiesi : e perchè adesso è successa questa cosa ?
Allora ricominciai da capo e misi su un altro uovo questa volta facendo attenzione ai tempi di cottura.
Si bruciò meno. E da allora non ho più smesso di provare.
In verità la mia passione non nasce per opera e virtù dello spirito santo, mi è stata trasmessa dai miei genitori.
Provengo da una famiglia napoletana ortodossa praticante, credo che per cultura e attaccamento al territorio più che napoletana la mia famiglia discenda direttamente dai greci eubei, i primi colonizzatori di quella che sarebbe stata la prima Neapolis, la città di Napoli.
Pare che la Sibilla Cumana abbia dato personalmente la ricetta del Ragù napoletano direttamente nelle mani di una mia antenata.
Ma quelli sono tempi lontani. Quello che invece ricordo è il mercato generale del pesce di Napoli dove mio padre, di domenica presto, mi portava da bambino.
Lì e successivamente nei muri di casa ho imparato a riconoscere nomi , specie, sottospecie e provenienza di tutti i pesci che venivano venduti dai dettaglianti in città.
Sempre nei muri di casa ho imparato a conoscere il cibo, cibo sempre di altissima qualità, cibo che veniva e viene tuttora chiamato con i termini napoletani antichi e riconosciuto solo attraverso questi.
Negli Stati Uniti dove ho visuto qualche anno non mi è successo, ma vi assicuro che fare la spesa dal macellaio in Toscana i primi tempi è stato un problema.
Termini come colarda,annecchia, mascariello,cuccuvizzo e così a seguire sono oggi conosciuti solo nella Napoli che fu.
Io però quei tagli di carni come una tradizione orale ho imparato a chiamarli e riconoscerli in questo modo. Per certi versi mi sento un Kunta Kinte della cucina napoletana.
In casa dei miei genitori il ragù napoletano viene fatto ancora con quei tagli di carne e sempre con una piccola base di strutto, che come riepete mia madre, dà sapore.
Lo strutto è l' elemento che si ritrova anche in alcuni piatti di pesce che vengono preparati in casa dei miei.
E devo dire, fa la differenza.
Spesso leggo personali testimonianze di come la cucina sia comparsa presto nelle vite degli appassionati.
E sovente mi capita di leggere frasi del tipo : ...quando bambina ero accanto a mia madre ai fornelli...lì la mia passione è cominciata e non ho più smesso..
Credo che a me sia capitato un pò così, anche se devo dire che una tradizione culinaria di tipo ristorativo ha fatto da substrato in casa dei miei genitori. Tradizione che si è tramandata da mia nonna paterna a mio padre, tradizione che esisteva già in casa dei nonni di mia madre per vicende simili.
Sarebbe bello e estremamente impegnativo raccontare la storia della mia famiglia, qualcuno ha provato nel passato a scriverci un libro.
Non basterebbero gli Annales di Tacito per rendere giustizia a 150 anni di vite vissute, caratterizzate da vicende che definire singolari è estremamente riduttivo, tuttavia sempre gloriosamente.
Per quanto rigurda la passione per la cucina specificatamente devo dire che le cose imparate in casa prima e da autodidatta poi mi hanno permesso di esprimermi non al meglio ancora, ma di prepararmi a questa strada che era scritta nel mio dna.
Devo per questo ringraziare i miei genitori per le nozioni trasmesse.
Queste sono le vere eredità che i genitori dovrebbero lasciare ai figli.
Devo secondariamente ringraziare me stesso per la costanza mostrata.Questa volta si.
Quelli che seguono sono alcuni momenti della mia ultima discesa casalinga, le mani sono quelle di mia madre.
Lo spirito è quello di casa mia.
Buon appetito.
La frequenza con cui pubblico i miei post sono l' espressione più viva di come io sono. Incostante.
Ho provato nel tempo a correggere questo lato del mio modo di essere. Non ci sono riuscito.
Evidentemente così deve andare. Allora smetto di provare, confermando implicitamente ciò che ho appena affermato.
Solo una cosa è stata una costante nella mia vita, la passione per la cucina.
Credo che da sempre,24 ore al giorno, il mio cervello pensi esclusivamente alla cucina.
I miei discorsi vertono immancabilmente su quello.
Sono convinto che quando un giorno lascerò questo mondo e arriverò nell' altro continuerò a parlare di cucina, sia che mi trovi su una bella nuvola soffice beato come un Papa, sia che mi trovi circondato dalle fiamme dell' inferno.
In quel caso sterminati barbecue e birra a gogo.
Ma la birra ci sarà all' inferno ? Boh !
Fatto sta che è dall' età di 8 anni che il mio chiodo fisso è la cucina.
La prima cosa che provai a cucinare fu un uovo fritto. Ricordo che versai un goccio d' olio in una padellina, lasciai cadere dentro un uovo facendo attenzione a che non si rompesse e aspettai.
Il problema era che non sapevo quanto avrei dovuto aspettare, e l' uovo si bruciò. La cosa mi lasciò stupito e mi chiesi : e perchè adesso è successa questa cosa ?
Allora ricominciai da capo e misi su un altro uovo questa volta facendo attenzione ai tempi di cottura.
Si bruciò meno. E da allora non ho più smesso di provare.
In verità la mia passione non nasce per opera e virtù dello spirito santo, mi è stata trasmessa dai miei genitori.
Provengo da una famiglia napoletana ortodossa praticante, credo che per cultura e attaccamento al territorio più che napoletana la mia famiglia discenda direttamente dai greci eubei, i primi colonizzatori di quella che sarebbe stata la prima Neapolis, la città di Napoli.
Pare che la Sibilla Cumana abbia dato personalmente la ricetta del Ragù napoletano direttamente nelle mani di una mia antenata.
Ma quelli sono tempi lontani. Quello che invece ricordo è il mercato generale del pesce di Napoli dove mio padre, di domenica presto, mi portava da bambino.
Lì e successivamente nei muri di casa ho imparato a riconoscere nomi , specie, sottospecie e provenienza di tutti i pesci che venivano venduti dai dettaglianti in città.
Sempre nei muri di casa ho imparato a conoscere il cibo, cibo sempre di altissima qualità, cibo che veniva e viene tuttora chiamato con i termini napoletani antichi e riconosciuto solo attraverso questi.
Negli Stati Uniti dove ho visuto qualche anno non mi è successo, ma vi assicuro che fare la spesa dal macellaio in Toscana i primi tempi è stato un problema.
Termini come colarda,annecchia, mascariello,cuccuvizzo e così a seguire sono oggi conosciuti solo nella Napoli che fu.
Io però quei tagli di carni come una tradizione orale ho imparato a chiamarli e riconoscerli in questo modo. Per certi versi mi sento un Kunta Kinte della cucina napoletana.
In casa dei miei genitori il ragù napoletano viene fatto ancora con quei tagli di carne e sempre con una piccola base di strutto, che come riepete mia madre, dà sapore.
Lo strutto è l' elemento che si ritrova anche in alcuni piatti di pesce che vengono preparati in casa dei miei.
E devo dire, fa la differenza.
Spesso leggo personali testimonianze di come la cucina sia comparsa presto nelle vite degli appassionati.
E sovente mi capita di leggere frasi del tipo : ...quando bambina ero accanto a mia madre ai fornelli...lì la mia passione è cominciata e non ho più smesso..
Credo che a me sia capitato un pò così, anche se devo dire che una tradizione culinaria di tipo ristorativo ha fatto da substrato in casa dei miei genitori. Tradizione che si è tramandata da mia nonna paterna a mio padre, tradizione che esisteva già in casa dei nonni di mia madre per vicende simili.
Sarebbe bello e estremamente impegnativo raccontare la storia della mia famiglia, qualcuno ha provato nel passato a scriverci un libro.
Non basterebbero gli Annales di Tacito per rendere giustizia a 150 anni di vite vissute, caratterizzate da vicende che definire singolari è estremamente riduttivo, tuttavia sempre gloriosamente.
Per quanto rigurda la passione per la cucina specificatamente devo dire che le cose imparate in casa prima e da autodidatta poi mi hanno permesso di esprimermi non al meglio ancora, ma di prepararmi a questa strada che era scritta nel mio dna.
Devo per questo ringraziare i miei genitori per le nozioni trasmesse.
Queste sono le vere eredità che i genitori dovrebbero lasciare ai figli.
Devo secondariamente ringraziare me stesso per la costanza mostrata.Questa volta si.
Quelli che seguono sono alcuni momenti della mia ultima discesa casalinga, le mani sono quelle di mia madre.
Lo spirito è quello di casa mia.
Buon appetito.
| La Sig.ra Anna sistema il fior di latte di Sorrento |
| La signora Anna aggiuge il basilico a foglia Bollosa Napoletano |
| Particolare - Napoli Sec. XXI |
| La Sig.ra Anna aggiunge "'e mulignane a fungetiello" |
| Particolare-Napoli Sec. XXI |
| Cannoli di Pasta Fresca, fiodilatte e mulignane ' a fungetiello. |
domenica 23 ottobre 2011
24 Giri di Pista
Primo al Traguardo.
Ora ai Box . Bella Gara.
Ora ai Box . Bella Gara.
venerdì 7 ottobre 2011
La Mela che non avrei voluto mangiare.
Ciò che mi colpisce e mi tocca profondamente quando qualcuno entra nel mondo reale dell' invisibile è il fatto che non si potrà godere più dei frutti del talento di quella persona.
W.A.Mozart, Janis Joplin, Bruce Lee, Freddy Mercury, Ettore Maiorana , Amy Winehouse, Luigi Tenco, J.F.Kennedy e molti altri.
Come si dice usualmente , la lista sarebbe lunga. Tutte persone il cui talento ha smesso di essere presto per ragioni varie, troppo presto.
Bisogna uscire di scena quando si è all' apice del successo, in maniera tale da lasciare un ricordo indelebile che consenta a chi è andato dall' altra parte di diventare leggenda all' istante.
Diventa a mio parere quindi ancora più grave, delittuoso e criminale il talento sprecato o inespresso.
Avere capacità in qualsiasi ambito delle possibilità umane e tenerle lì ferme, in attesa di un segnale di via libera che per ragioni più o meno profonde potrebbe non arrivare mai è la negazione stessa del progetto vita.
Molto spesso ci si trova a non fare delle cose, a non mettere mettere in atto un' idea, un progetto pur banale e alla portata di chi lo maturato perchè qualcuno, il qualcuno di turno, ti dice che tu non lo puoi fare.
E tu ci credi.
Quanti frutti sani, importanti , belli , potrebbero dare i talenti inespressi dentro ognuno di noi , talenti che magari dopo anni di silenzio assenso, spinti dalla forza della propria natura interiore prepotentemente vengono fuori.
E allora ti decidi finalmente a dipingere quel quadro che avresti voluto dipingere a 20 anni, solo che lo fai a 70. A 20 magari eri impeganto a vivere una vita non tua e che qualcuno forse aveva scelto per te.
Mi auguro di dipigere i miei quadri ora, e lo auguro a ognuno di voi.
A me le Mele piacciono. E pure molto.
W.A.Mozart, Janis Joplin, Bruce Lee, Freddy Mercury, Ettore Maiorana , Amy Winehouse, Luigi Tenco, J.F.Kennedy e molti altri.
Come si dice usualmente , la lista sarebbe lunga. Tutte persone il cui talento ha smesso di essere presto per ragioni varie, troppo presto.
Bisogna uscire di scena quando si è all' apice del successo, in maniera tale da lasciare un ricordo indelebile che consenta a chi è andato dall' altra parte di diventare leggenda all' istante.
Diventa a mio parere quindi ancora più grave, delittuoso e criminale il talento sprecato o inespresso.
Avere capacità in qualsiasi ambito delle possibilità umane e tenerle lì ferme, in attesa di un segnale di via libera che per ragioni più o meno profonde potrebbe non arrivare mai è la negazione stessa del progetto vita.
Molto spesso ci si trova a non fare delle cose, a non mettere mettere in atto un' idea, un progetto pur banale e alla portata di chi lo maturato perchè qualcuno, il qualcuno di turno, ti dice che tu non lo puoi fare.
E tu ci credi.
Quanti frutti sani, importanti , belli , potrebbero dare i talenti inespressi dentro ognuno di noi , talenti che magari dopo anni di silenzio assenso, spinti dalla forza della propria natura interiore prepotentemente vengono fuori.
E allora ti decidi finalmente a dipingere quel quadro che avresti voluto dipingere a 20 anni, solo che lo fai a 70. A 20 magari eri impeganto a vivere una vita non tua e che qualcuno forse aveva scelto per te.
Mi auguro di dipigere i miei quadri ora, e lo auguro a ognuno di voi.
A me le Mele piacciono. E pure molto.
Iscriviti a:
Post (Atom)
